CLASSIFICA 2026 - II Classificata
Nell’oscurità sii faro: forza in fralezza - STEFANIA ANDREOCCI
Colmavo vuoti radunando i ricordi,
ma fui travolto dagli ombrosi flutti
e perso, in balia di convulso mare,
annaspavo nell’esistenza buia:
ero barca ch’affonda. Poi il monito…
Nel buio, tu sei immobile faro,
ch’ancora radici su salda roccia,
non cede alla furia di tempesta,
a fauci d’onde, a schiaffi di vento:
dolore ch’attraversa, non sradica.
bensì squarcia il drappo della notte
e, con fierezza, affronta la burrasca:
la lama di luce è forza in fralezza.
scortando a riva i naufraghi pensieri,
dirigendo rotte tra nebbie e abissi:
qual sentinella, sei guida e salvezza.
Dacché il mare pur abbraccia tempesta,
non puoi dissolvere cupo fortunale,
né consentire che natante affondi:
ancorché corroso, sei faro che riluce
e in quel raggio l’indomito cor alberga.
Colmavo vuoti radunando i ricordi,
ma fui travolto dagli ombrosi flutti
e perso, in balia di convulso mare,
annaspavo nell’esistenza buia:
ero barca ch’affonda. Poi il monito…
Nel buio, tu sei immobile faro,
ch’ancora radici su salda roccia,
non cede alla furia di tempesta,
a fauci d’onde, a schiaffi di vento:
dolore ch’attraversa, non sradica.
Nel buio, tu sei luminoso faro,
che non tenta di rabbonire il gorgo,bensì squarcia il drappo della notte
e, con fierezza, affronta la burrasca:
la lama di luce è forza in fralezza.
Nel buio, tu sei ciclopico faro,
ch’orienta quell’infocata pupilla,scortando a riva i naufraghi pensieri,
dirigendo rotte tra nebbie e abissi:
qual sentinella, sei guida e salvezza.
Dacché il mare pur abbraccia tempesta,
non puoi dissolvere cupo fortunale,
né consentire che natante affondi:
ancorché corroso, sei faro che riluce
e in quel raggio l’indomito cor alberga.
II CLASSIFICATA: Nell’oscurità sii faro: forza in fralezza - STEFANIA ANDREOCCI
La lirica si distingue per la potente metafora del faro, eletto a baluardo di incrollabile resilienza contro le avversità e i dolori di un'esistenza in burrasca. Il pregio stilistico risiede nel ritmo incalzante e solenne, sorretto dalla martellante anafora "Nel buio, tu sei...", che dona ai versi un'eco incantatoria e quasi epica. L'impianto retorico è arricchito da accese personificazioni, "fauci d'onde", "schiaffi di vento" e da aspre allitterazioni consonantiche, le quali esaltano acusticamente la lotta furiosa esistenziale nel caos. Questo slancio eroico, capace di sfidare gli abissi, si accosta magnificamente alle suggestioni allegoriche di Charles Baudelaire nella poesia I Fari, da “I Fiori del Male”, dove il poeta celebra la speranza umana con il verso: «Questi fari... sono un grido ripetuto da mille sentinelle». La bellezza della poesia in sostanza risiede nella visione emblematica della nostra condizione umana, dell’essere talora quel faro resistente, che brilla nonostante le ferite.