Poesie con Menzione di Merito -AANO 2026

 COME LE ONDE     Maria Laura Veschi

Ho dentro un mare

che nessuno può scorgere,

una goccia smarrita tra flutti oscuri,

un relitto in cerca d’approdo,

incagliato nel fango dell’anima.

Poi, quel mare misterioso è madre,

ha diradato la nebbia della mia solitudine

per far emergere il miracolo

del vostro primo vagito.

Sulle rive del tempo che fugge,

custodisco ancora i vostri passi incerti.

Il calore di quelle piccole mani strette alle mie

per allontanare l’ombra dell’abisso.

A voi, figlie mie, dono questo orizzonte senza fine.

Ora siete correnti libere!

Accogliete le bonacce con gratitudine,

giacché anche la tempesta più buia

custodisce una perla di luce.

E se la vita vi spingerà al largo,

lontano dai castelli di sabbia della vostra infanzia,

ricordate che sarò sempre la vostra riva

ed il mio amore un’ancora di libertà.

Ascoltate la risacca sulla battigia quando cala la sera,

è il mio cuore che continua a danzare con il vostro,

unito dalla stessa energia,

spinto dalla forza eterna dell’esistenza,

sussurrando al vento che non sarete mai sole.


ONDA LUNGA  -  Paolo Emilio Urbanetti

Sembrava calmo il mare e l’onda lunga

col sole che brillava e quella brezza

era un invito a entrare, una lusinga,

un dono luminoso, una carezza.


La mano di mia figlia nella mia

dieci anni fiduciosi e un babbo roccia

«E allora, che aspettiamo? Non andiamo?»

«Ma certo cucciolotta, quando vuoi».


Il gioco preferito dell’estate

per noi semplicemente “i tuffettoni”:

leggera mi saliva sulle spalle

di colpo s’inarcava e giù… nell’onda.

Non si stancava mai quel pesciolino

«ancòra babbo, ancòra… ancòra… ancòra»

e intanto l’onda lunga ci spingeva

sempre più a largo, dove non si tocca.


Non sento più la sabbia sotto i piedi

paura… ho il cuore in gola, lei sorride

ignara e fiduciosa sulle spalle…

ostento sicurezza, sono roccia.

La spingo verso riva e nuoto… nuoto…

ancòra non si tocca… una bracciata…

una bracciata… un’altra… e finalmente

di nuovo buona sabbia sotto i piedi.

Adesso camminiamo sulla riva

«Che forza i tuffettoni… ci riandiamo?»

«Ma certo pesciolino… quando vuoi».

Sembrava calmo il mare e quella brezza

col sole che brillava e l’onda lunga

era un invito… un dono… una carezza.


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